cCCF Pubblica Amministrazione

Crypto Certificati di Credito Fiscale per lo sviluppo economico dei territori svantaggiati o colpiti da calamità naturale, per la riduzione del cuneo fiscale e il rilancio

dell'economia locale

In conformità con le leggi e i regolamenti nazionali ed europei, lo Stato, le Regioni ed i Comuni, possono finanziarsi senza creare nuovo debito ricorrendo allo strumento cCCF. Sono i crypto Certificati di Credito Fiscale emessi su rete Blockchain non convertibili, cioè per i quali la Pubblica Amministrazione non prende l’impegno di conversione in Euro, ma si limita ad accettarli in riduzione degli importi dovuti alla stessa Pubblica Amministrazione per il regolamento di imposte e tasse future. E' un credito fiscale che permette al portatore di ottenere uno sconto sulle tasse che dovrà versare, pari al valore dell’importo indicato sul certificato. Lo sconto fiscale non è però immediato ma sarà utilizzabile dopo che siano trascorsi almeno due anni dalla data di emissione del Certificato di Credito. I CCF non sono debito e non contribuiscono a creare nuovo debito. L’emissione di questo strumento non può in alcun modo essere registrata come “spesa” o come “debito” nella contabilità, ma può essere contabilizzata dalla Pubblica Amministrazione come "riscontri passivi". Il Sistema Eurostat SEC 2010, reso esecutivo con il Regolamento n. 549 / 2013 (vedi in particolare i paragrafi 5.05 e 5.06) li configura come credito tributario “non pagabile” in quanto non soggetto a essere rimborsato in cash. A titolo di esempio, l'Ente che emette i CCF potrà utilizzarli per:

 

- Finanziare le aziende che insedieranno i loro stabilimenti produttivi nel territorio di competenza dell’Ente, aumentando la crescita dell'economia locale i posti di lavoro e le entrate fiscali.

-Finanziare una percentuale degli investimenti pubblici indirizzati ad azioni con ciclo di attuazione rapido: per esempio ristrutturazioni immobiliari, riqualificazioni energetiche, riassetto del territorio. Con l'effetto di aumentare la liquidità e la domanda

-Finanziare le politiche sociali, sostegno diretto al reddito dei cittadini, attività didattiche e di ricerca, tutela del paesaggio e il rilancio e la creazione di nuove attività turistiche "Green" nei territori. Grazie ad accordi con le banche si potrà ottenere uno “sconto” CCF direttamente in banca. Nella pratica il possessore presentando CCF in banca per un valore nominale di 1000€ può vedersi riconosciuti immediatamente 900€. Dall’altra parte la Banca potrà trovare un correntista che potrà acquistare ad un prezzo congruo gli stessi CCF così da fare un “investimento” in prospettiva dei pagamenti delle tasse che dovrà fare negli anni a venire. Con lo stesso principio di compravendita è possibile lo scambio in tempo reale dei CCCF

nell’exchange online integrato nella piattaforma Blockchain. Essendo emessi dalla P.A. i CCF possono essere liberamente accettati anche come corrispettivo per compravendite di beni e servizi come mezzo di pagamento alternativo, per esempio da operatori della grande e piccola distribuzione, cosicché il cliente potrà pagare la sua spesa con i CCF alla cassa con il suo smartphone. L'immissione di uno stock annuale di CCF nel sistema economico, avrà l’effetto di stimolare l'economia, incrementando l'occupazione e la domanda con la conseguente graduale crescita delle entrate fiscali. Per effetto del moltiplicatore del reddito, il calo delle entrate pubbliche legato allo sconto fiscale differito dei CCF verrebbe più che compensato dall’aumento dei ricavi fiscali prodotto dal forte recupero del Pil. Le maggiori entrate fiscali andranno a compensare i decrementi dovuti allo sconto dei CCF circolanti alla loro scadenza. Ciò che conta è l’effetto netto dato dall’utilizzo (sconto fiscale) previsto dello strumento da parte dei titolari, al netto delle maggiori entrate tributarie dovute all’effetto espansivo sull’economia con l’immissione dei CCF. Per mantenere in equilibrio questo rapporto tra lo sconto fiscale sopportato dalla Pubblica Amministrazione alla scadenza dei CCF e le maggiori entrate tributarie future, l'emissione annuale deve essere mantenuta prudentemente entro parametri prestabiliti in rapporto con la totalità delle entrate fiscali annuali dell’Ente di riferimento (Stato, Regione, Provincia, Comune)

 

La gestione dei CCF

 

I CCF sono emessi sotto forma di Token Blockchain, le transazioni avvengono tra gli utenti (peer to peer) che hanno a disposizione un interfaccia Web e un APP per smartphone semplice ed intuitiva per ricevere e spendere i CCF. L'utente ha la completa gestione dei suoi fondi che possono essere utilizzati in pagamento di beni e servizi in tempo reale direttamente con lo smartphone per pagare direttamente alla cassa di qualsiasi esercizio commerciale. La piattaforma dispone anche un exchange decentralizzato integrato che consente di scambiare i CCF con altre valute h/24 in tempo reale. Grazie alla tecnologia Blockchain, l'emissione dei CCF e la relativa gestione di tutti i processi contabili risultano essere semplici trasparenti economici con i più alti standard di sicurezza garantiti della rete pubblica. Contattaci per qualsiasi approfondimento, siamo a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni che vogliano valutare l'emissione di questo strumento.

I cCCF si ispirano ai principi enunciati nel progetto:

Moneta Fiscale / Certificati di Compensazione Fiscale (MF / CCF)

BIAGIO BOSSONE – DIRECTOR, BRASS ON FINANCE, LTD

MARCO CATTANEO – PRESIDENTE, CPI PRIVATE EQUITY

MASSIMO COSTA – PROFESSORE ORDINARIO DI RAGIONERIA GENERALE, UNIVERSITÀ DI PALERMO STEFANO SYLOS LABINI – RICERCATORE, ENEA

La proposta di legge "Istituzione di Certificati di Compensazione Fiscale in forma dematerializzata" è stata presentata dai Deputati On. Pino Cabras e On. Raffaele Trano  in data 09/08/2019